Franco

FRANCO FOLGORI

Sono nato a Roma, dove vivo da sempre e lavoro, sono cresciuto nella periferia dove ho trascorso un’infanzia e una adolescenza bellissima, tra il calore e il colore di una Roma bellissima, purtroppo quasi sparita…
Il mio approccio alla fotografia risale al 1985 quando ho iniziato a scattare con una macchina a telemetro, subito dopo sono passato alla reflex dapprima Yashica, rigorosamente manuale per poter acquisire la tecnica, poi sempre Canon che uso tuttora in digitale con grande soddisfazione. Ho subito prediletto la diapositiva per la sua fedeltà nel restituire la gamma cromatica, ho in archivio circa 10000 immagini, ho anche praticato la tecnica dello sviluppo e stampa del bianconero in camera oscura. In questi anni ho collezionato numerosissime pubblicazioni, circa una sessantina su i maggiori periodici nazionali, tra cui tre portfolio, inoltre ho vinto una quindicina di premi nei vari concorsi organizzati da tali mensili. Due mie immagini sono presenti nel libro “Guida alla composizione” pubblicato dall’editrice progresso. Alcune mie immagini sono presenti nell’annuario fotografico della FIAF. Ho partecipato a tre mostre collettive ed una personale a Roma con notevole successo. La fotografia è per me una passione a 360 gradi, tutto mi attrae, ma ho certa una predilezione per la ricerca dell’elemento umano in qualsiasi luogo si trovi. Può essere statico o dinamico, inserito in una scena dalla pulizia formale e possibilmente geometrica. Nella fotografia odierna si può spaziare in mille direzioni, interpretazioni diverse per temi, stili, composizioni, elaborazioni ed emozioni. La mia prerogativa dominante è rappresentata dal concept, cercando di trasmettere un’emozione, della dinamicità del reale visibile e invisibile. Poiché ritengo che la fotografia sia una forma d’arte a tutti gli effetti, il mio modo di esprimerla si basa su una rappresentazione dove i soggetti protagonisti della scena ripresa debbano avere un'”anima” propria, Anche se talvolta possono risultare come sagome minuscole, la loro interazione con l’ambiente circostante, deve risultare di fondamentale importanza nella lettura dell’immagine. Talvolta cogliere quei momenti visibili e invisibili, che altrimenti non sarebbe possibile “vedere”, impercettibili all’occhio umano, ma che grazie a un uso mirato del nostro grande strumento, ci vengono rivelati.

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